Repap, la carta di pietra

La carta Repap è una tipologia di carta sostenibile ricavata dalla polvere di pietra, realizzata senza l’utilizzo di alberi e acqua. La miscela utilizzata per costruire questa carta è fatta di carbonato di calcio (estratto dalla polvere di pietra) e da resine atossiche (come il poliestere ad alta intensità) che fungono da collante.

A rendere questa carte interamente sostenibile è l’assenza di composti chimici decoloranti, la mancanza di acqua durante il processo produttivo e le bassissime emissioni di anidride carbonica combinate con il ridotto consumo energetico rispetto al fabbisogno nella produzione della carta tradizionale.

Dalla scoperta del Papiro, una pianta acquatica comune nel Delta del Nilo, fino all’introduzione della Pergamena, questa di origine animale (derivante dalla pelle di pecora, vitello o capra) fino alla carta più comunemente usata oggi: nella storia i diversi tipi di lavorazioni che si sono susseguite hanno fatto sì che lo strumento diventasse sempre più funzionale all’uomo e allo stesso tempo che meglio si combaciasse con le risorse che la natura ci offre.

La lavorazione della carta Repap è stata inventata nel 2010 dal gruppo Cratorama di Como e nonostante la scarsa diffusione di massa, questa carta possiede delle performance altissime, qualificandosi al primo posto in fatto di durevolezza, resistenza, impermeabilità ed economicità. La consistenza è morbida e non taglia, adatta quindi per ogni tipo di formato ma particolarmente indicata per brochures, cataloghi, manuali e tutti gli strumenti cartacei costruiti per perdurare nel tempo.

Ma la caratteristica su cui bisogna far particolare attenzione è la sostenibilità. Il materiale è interamente riciclabile per la realizzazione di altra carta Repap, per materiali plastici, o utilizzata in industrie edili, metallurgiche e per la fabbricazione del vetro. Inoltre utilizzare questa carta per stampe evita sprechi di inchiostro, in quanto ne è necessaria una minor quantità rispetto alla carta tradizionale e riduce i tempi di attesa per l’asciugatura.

Nonostante questo materiale innovativo non sia ancora diventato noto o utilizzato abitualmente nei prodotti di cancelleria più venduti, Tiburtini ha deciso di utilizzarlo per farlo diventare strumento e veicolo, insieme ai valori di cui esso si compone, per il magazine di design Extrapaper. Questa rivista pone al centro della sua attenzione il design dell’immagine, il materiale da cui è composta e infine la natura, fil rouge che unisce tutte le pubblicazioni semestrali.

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